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September 02 Discussione su Harry Potter e il Principe Mezzosangue official Trailer
Citazione Harry Potter e il Principe Mezzosangue official Trailer March 16 Il MAESTRO lino BANFIche ridere
(fate click destro e poi salva oggetto con nome)
mamma mia che ridere...
sento che tutti dovete avere questi pezzetti di storia del cinema comico italiano ...
IL MAESTRO LINO ...
PIRIPIRIPI...... GNE gne gne gne gneeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee March 14 Mamma ...Mamma… sono uscita con amici. Sono andata ad una festa e mi sono ricordata quello che mi avevi detto: di non bere alcolici. Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare, cosi ho bevuto una Sprite. Mi sono sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver ascoltato il modo in cui, dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo guidare,al contrario di quello che mi dicono alcuni amici. Ho fatto una scelta sana ed il tuo consiglio è stato giusto. Quando la festa è finita, la gente ha iniziato a guidare senza essere in condizioni di farlo. Io ho preso la mia macchina con la certezza che ero sobria. Non potevo immaginare, mamma, ciò che mi aspettava... Qualcosa di inaspettato! Ora sono qui sdraiata sull'asfalto e sento un poliziotto che dice: "Il ragazzo che ha provocato l'incidente era ubriaco". Mamma, la sua voce sembra cosi lontana... Il mio sangue è sparso dappertutto e sto cercando, con tutte le mie forze, di non piangere. Posso sentire i medici che dicono: "Questa ragazza non ce la farà". Sono certa che il ragazzo alla guida dell'altra macchina non se lo immaginava neanche, mentre andava a tutta velocità. Alla fine lui ha deciso di bere ed io adesso devo morire... Perchè le persone fanno tutto questo, mamma? Sapendo che distruggeranno delle vite? Il dolore è come se mi pugnalasse con un centinaio di coltelli contemporaneamente. Dì a mia sorella di non spaventarsi, mamma, dì a papa di essere forte. Qualcuno doveva dire a quel ragazzo che non si deve bere e guidare... Forse, se i suoi glielo avessero detto, io adesso sarei viva... La mia respirazione si fa sempre più debole e incomincio ad avere veramente paura... Questi sono i miei ultimi momenti, e mi sento cosi disperata... mi piacerebbe poterti abbracciare mamma,mentre sono sdraiata qui morente mi piacerebbe dirti che ti voglio bene x questo....ti voglio bene .....addio!!!!
Queste parole sono state scritte da un giornalista che era presente all'incidente. La ragazza, mentre moriva, sussurrava queste parole ed il giornalista scriveva... scioccato. Questo giornalista ha iniziato una campagna contro la guida in stato di ebbrezza. Se questo intervento è arrivato fino a te e lo cancelli... potresti perdere l'opportunità, anche se non bevi, di far capire a molte persone che la tua Stessa vita è in pericolo. Questo piccolo gesto puo fare la differenza. Aggiungi questo intervento nel tuo blog e fallo girare. "...la vita è preziosa..." March 02 E’ l’accidia il pericolo per la Chiesa - (Lc 4, 1-13)
Probabilmente la Chiesa (sia come istituzione, sia come comunità di credenti e cercatori di Dio) non è mai stata in tutta la sua storia così libera di attendere alla sua missione (e alla sua «ricerca») come può fare oggi, perlomeno nel nostro mondo occidentale. Eppure oggi, e proprio qui da noi, il cristianesimo si trova in una fase di debolezza. Nonostante tutti i fermenti buoni, positivi e ricchi di speranza che incontestabilmente esistono, la Chiesa soffre di una seria stanchezza interna. Essa non viene sfidata, o meglio, sembra non venire sfidata. La Chiesa non è messa esteriormente in discussione e, all’apparenza, la situazione non sembra drammatica; ma, parallelamente, essa è per molti una realtà non interessante, quasi noiosa, che lascia fredde le persone e le rende indifferenti. Molti si chiedono: che cosa cambia, in pratica, se io sono o non sono un cristiano che partecipa alla vita della comunità? L’una e l’altra cosa non comportano nè vantaggi ne svantaggi. Si può essere in entrambi i casi delle brave persone: una buona madre, un buon padre, una buona infermiera, un buon ragioniere... Per molti l’essere cristiano è diventato più o meno indifferente. Quest’indifferenza è la vera tentazione del cristiano nella nostra situazione. Essa agisce in maniera contagiosa e paralizzante, tarpa le ali e smorza ogni entusiasmo. Lentamente, quasi senza accorgersene, ci si allontana dalla fede, ci si estrania dalla vita della comunità e, alla fine, si smette semplicemente di continuare a cercare. La sfida, come si vede, non è l’ateismo cosciente e battagliero del secolo diciannovesimo e della prima metà del ventesimo, bensì l’indifferenza verso Dio e verso la Chiesa e la stanchezza di molti cristiani. Friedrich Nietzsche, che molti considerano come interprete originale e profeta del nostro tempo, ha caratterizzato la nostra situazione con la famosa frase «Dio è morto». Ovviamente egli non intendeva affermare che Dio è morto in senso fisico. Un Dio che muore non sarebbe mai stato Dio. Intendeva piuttosto affermare che da Dio non viene più alcuna vita, che egli è diventato indifferente, ininfluente. Con lui, per molta gente, è tramontato l’entusiasmo per i grandi obiettivi e le grandi speranze. I Padri della Chiesa e i grandi teologi del medioevo hanno definito questa posizione di pesantezza e di stanchezza con un nome particolare: l’accidia (acedia, in latino), cioè la pigrizia spirituale, l’intorpidimento, la spossatezza, lo scoraggiamento, la noia, la malinconia, la tristezza e la mancanza di speranza. Secondo il monaco Giovanni Cassiano l’accidia designa il demone meridiano che assale il monaco del deserto nel caldo torrido del meriggio, lo tenta ad abbandonare la sua cella, il suo lavoro, la sua situazione di vita e gli fa rischiare la rinuncia al cammino intrapreso, a un’intensa relazione con Dio. Ma non è solo il monaco del medioevo ad essere tentato dall’accidia. Lì dove regnano la tristezza, la noia, lo scetticismo, come accade in molte comunità cristiane, lì si è tentati automaticamente di riempire la nostra vita con cose di secondo e terzo rango, o di gettarsi a capofitto nel lavoro, o di abbandonarsi alla chiacchiera e alla dispersione. Così le tre tentazioni capitali che anche Gesù di Nazaret ha dovuto affrontare, come ci racconta il vangelo di questa domenica, tornano ad essere quanto mai attuali: la tentazione del pane, cioè la tentazione di “appagare la propria vita con le offerte del supermercato”; la tentazione del potere, sempre inquietante e coinvolgente; infine la tentazione di andare in cerca, nella nostra società, di sempre nuove esperienze e sensazioni. Si tratta, come si può vedere, di tre situazioni diffuse nel nostro contesto sociale, sia religioso che politico: quella del consumismo (anche devozionale), quella del dominio sugli altri (anche in nome di una mal interpretata volontà di Dio) e quella della spettacolarità (il trionfo dell’istituzione), ricercate per riempire il vuoto della religione e dei grandi simboli collettivi. Per l’evangelista Luca, addirittura, la tentazione consiste proprio nel pensare la salvezza come un intervento miracolistico di Dio che dispensa dalla fede e dalla conversione. Comunque il senso profondo delle tentazioni ci riporta al supremo comandamento dell’intera tradizione biblica: «Scegli la vita! Ho posto davanti a te la vita e la morte, scegli! Ma scegli la vita» (Dt 30,19). Il senso profondo che unisce le tre tentazioni è un attacco frontale alla fede nel Dio che Gesù annuncia. E sbagliarci su Dio è il peggio che ci possa capitare. Sbagliarsi su Dio porta all’amore per la morte. E questa è la fine dell’uomo. Il grande inganno è farci credere che tutta la nostra vita, tutto il nostro futuro sia già presente in un po’ di pane, un po’ di potere, un po’ di successo, e cancellare la nostra fame di cielo e di pace, di giustizia e di bellezza, di servire la vita non camminando sulle mani degli angeli, ma avanzando con tanta forza quanto basta al primo passo. Il brano di Luca è anche il racconto di come si attraversano le tentazioni. Gesù le sfida a viso aperto; non fugge, ma rilancia con una parola più alta: di solo pane l’uomo muore. Ed è una sfida tra due progetti, una scelta tra due amori. Che continuerà fino all’ultimo giorno nel nostro cuore profondo, il nostro cuore di ombra, fatto di cenere e di luce. Di cenere che risorgerà, ogni volta che la parola di Dio si leverà a guidarfi nella fatica e nella gioia del vivere.
February 22 mi sa che lo dovrò usare come spazio veramente personale...www.acampisi.com lo sto trasformando nel sito della mia attività ...
sto facendo una cosa molto carina... un sito fatto bene con vetrina, offerte, ecc...
ma ancora è tutto top secret...
aspetto delle risposte per trasferirmi di locale... lo voglio + al centro e con + esposizone..voglio una scrivania tutta mia ...
vorrei delle cose serie... e solo DIO sa cosa vorrei ma, anche per stasera, si è fatto tardi...
CE LA POSSO FARE...... February 12 PIOGGIA NERAper me ...Pioggia Nera
Casa Del Vento
Intro: Re Re Re Re
Re Sol La La
Re Re Re Re
Re Sol La La
Re
Lontano, lontano
Sol Re
Volevo partire
Re Sol
Perché qui il mio cielo non ho
Re
Sperando, cercando
Sol Re
Qualcosa da dire
Re La
Ricordando quel poco che so.
Strumentale: Re Re Re Re
Re Sol La La
Re Re Re Re
Re Sol La La
Partire, partire
E' un po' come morire
Ti abbandoni a un bicchiere di più
E la sera è più nera
E se provi a godere
La pioggia non cade già più.
Si- La
E nelle strade illuminate
Sol Re
Non camminerò più
Si- La
Nelle periferie abbandonate
Sol La
Cercano qualcosa di più.
Re Sol Re
Pioggia nera per me, nera per me
Re La
Lontano, lontano da qui
Re Sol Re
Aria fresca per me, nuova per me
Re La
Lontano, lontano da qui.
Strumentale: Mi- Sol La Si-
Mi- Sol La La
Pioggia nera per me, nera per me
Lontano, lontano da qui
Aria fresca per me, nuova per me
Lontano, lontano da qui.
Lontano, lontano
Profondo nel tempo
Vi ringrazio ma io non ci sto
E credo che il vento
Abbia un gusto diverso
E tra poco mi incamminerò.
Giovani donne già invecchiate
Non sorridono più
Nelle periferie desolate
Cercano qualcosa di più.
Pioggia nera per me, nera per me
Lontano, lontano da qui
Aria fresca per me, nuova per me
Lontano, lontano da qui. |
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